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“Migliorati gli indicatori nonostante la crisi”      
  27 novembre 2009
 

È quanto emerge da una ricerca sull’emersione del lavoro non regolare. Soddisfatto Di Iacovo


CATANZARO. Nonostante la crisi la Calabria, attraverso le iniziative poste in essere dalla Regione, riesce a migliorare alcuni indicatori macroeconomici, soprattutto in direzione dell’abbattimento del tasso di irregolarità del lavoro nero e sommerso e sull’aumento del numero delle assunzioni. È quanto emerge dalla ricerca commissionata dalla commissione regionale per l’emersione del lavoro non regolare ad alcuni docenti universitari calabresi. A fornire alcune anticipazioni del VI rapporto sull’economia sommersa ed il lavoro non regolare è il presidente della commissione regionale per l’emersione del lavoro non regolare, Benedetto Di Iacovo. “Il 2008 - afferma Di Iacovo - è stato un anno importante per la Calabria, perché sia pur in presenza di una congiuntura internazionale di crisi particolarmente negativa e dove in quasi tutte le regioni, specialmente del nord, diminuisce l’occupazione con l’aumento dei tassi di disoccupazione, grazie alle importanti azioni messe in atto dalla Giunta regionale guidata da Agazio Loiero, riesce non solo a tenere, ma anche a migliorare alcuni indicatori macroeconomici, soprattutto in direzione dell’abbattimento del tasso di irregolarità del lavoro nero e sommerso e dell’aumento del numero delle assunzioni”. “Al di là - prosegue - dell’ottima perfomance calabrese degli ultimi due anni, devo, tuttavia, segnalare che a riguardo del fenomeno del lavoro nero ed irregolare, un euro ogni cinque, in Italia, rimane intrappolato nella rete dell’economia sommersa e un lavoratore su dieci in Italia e uno su cinque in Calabria lavora “a nero”. Ogni anno le aziende irregolari sottraggono al fisco ed agli Enti previdenziali circa 270 miliardi di euro di imponibile con una perdita di gettito di circa 100 miliardi l’anno. 2 miliardi di euro l’anno in Calabria. Una somma uguale al 15% delle entrate fiscali dell’anno 2008. Il fenomeno, in controtendenza (poiché in calo) in Calabria, a livello nazionale è in invece in crescita. In soli cinque anni (2000-2005) è aumentato di circa il 30% con una evasione cumulata che ha superato i 400 miliardi di euro (pari al volume della spesa sanitaria italiana e al 25% di quella dell’istruzione). L’emersione del lavoro e dell’economia sommersa e le conseguenti azioni di contrasto al fenomeno è una condizione indispensabile per produrre ricchezza nel paese e, in particolare, nella nostra regione. Ogni 1000 euro investite in azioni e politiche di contrasto al sommerso produce 30.000 euro di entrate, a vario titolo (irap, irpef, contributi previdenziali), per l’erario pubblico”. “Da considerare - aggiunge Di Iacovo - che ad oggi per effetto del lavoro nero e sommerso, vengono sottratte alla nostra regione circa 990 euro per cittadino residente, pari a circa 2 miliardi di euro di mancate entrate. In Calabria, tuttavia, come prima evidenziato il fenomeno è in controtendenza. Grazie alle azioni di politiche del lavoro, attraverso i bandi per l’occupazione portati avanti dalla Giunta regionale guidata dall’On. Agazio Loiero, e mentre a livello nazionale si perde il 5% del PIL, la Calabria registra una performance positiva, facendo sì che la disoccupazione fra il I° ed il IV° trimestre 2008 abbia una brusca discesa, passando dal 13,3% del I° trimestre 2008 all’11,7% del IV° trimestre 2008 e anche l’occupazione cresce, come tasso attivo, dal 42,3% del I° trimestre al 43,2% del IV° trimestre. Ma è proprio sul versante della regolarità del lavoro e del lavoro nero e sommerso, in particolare, che si ha la maggiore sorpresa e risultato insieme. Dai dati in mio possesso, frutto della ricerca commissionata per la redazione del VI° rapporto sull’economia sommersa ed il lavoro non regolare che presenteremmo alla stampa entro il prossimo mese di dicembre, che sono aggiornati al 30 giugno 2009, posso tranquillamente affermare - ha sottolineato Di Iacovo - che questo miglioramento coincida con circa 6/8000 regolarizzazioni o nuovi posti di lavoro (compensati comunque anche da cessazioni di rapporti di lavoro in altri settori), prodotti dai bandi emessi dal Dipartimento 10 - lavoro. La tenuta macroeconomica e l’aumento della regolarità nel campo del sommerso e del lavoro nero -evidenzia il presidente Di Iacovo- sono sicuramente l’effetto delle politiche strutturali, sia in termini di offerte di politiche attive a mezzo dei bandi che di azioni di contrasto al sommerso, portate avanti dalla Giunta regionale, tramite gli organismi preposti”. Di Iacovo evidenzia inoltre che “queste azioni di promozione del lavoro e sviluppo locale e queste politiche di contrasto, forse per la prima volta nella storia della nostra regione, si sono tradotti in un miglioramento significativo degli indicatori macroeconomici, tanto da abbattere il tasso di irregolarità nel settore del lavoro sommerso dal 26% del 2005 a circa il 23% del giugno 2009, portando quindi in valori assoluti le unità in posizione di irregolarità, nero e/o sommerso della nostra regione da 175.200 unità del 2005 a 170.097 del giugno 2009. Anche per queste ragioni sono da confutare i dati pubblicati da Bankitalia fatte nel suo rapporto sull’economia calabrese, in quanto non tengono conto della situazione effettiva dell’andamento economico ed occupazionale della nostra regione, poiché basati su vecchie “misurazioni” di tipo empirico che mostrano, tra l’altro, un forte pregiudizio intellettuale verso la nostra realtà”. “Il rapporto - conclude - è discutibile anche dal punto di vista tecnico, poiché per trovare un dato negativo si è dovuto andare a scegliere un raffronto fra il secondo trimestre del 2009 con il 2008, mentre tutti gli altri confronti fra i trimestri e i confronti fra i valori medi avrebbero mostrato una situazione positiva”.



 
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