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‘Ndrangheta nel Vibonese: un pentito svela i retroscena di molti omicidi      
  27 settembre 2013
 


VIBO VALENTIA. Moventi di omicidi, vendette con l’arruolamento di killer, indicazione di mandanti ed esecutori di fatti di sangue eclatanti compiuti nel Vibonese, più i nuovi assetti mafiosi a Stefanaconi, Sant’Onofrio e Maierato. È quanto svelano i nuovi, e sinora inediti, verbali di interrogatorio della collaboratrice di giustizia, Loredana Patania, 31 anni, nipote dei vertici del clan Patania di Stefanaconi. Verbali non più secretati poiché depositati stamane dalla Procura generale di Catanzaro nel processo “Uova del drago” a carico del clan Bonavota di Sant’Onofrio. Dagli stessi, datati 14 dicembre 2012 e 5 febbraio 2013, emerge la designazione di Emilio Bartolotta (condannato per l’omicidio Penna) a nuovo capoclan di Stefanaconi, l’intenzione del clan Bonavota di scalzare la cosca Cracolici di Maierato, l’intervento del clan Fiumara per far ottenere alla stessa Patania un posto al mercato settimanale di Pizzo Calabro per vendere i fiori. Quindi, nei verbali, la collaboratrice di giustizia offre indicazioni precise in ordine agli omicidi di Antonino Lopreiato, avvenuto l’8 aprile 2008 a Stefanaconi, al ruolo del marito Giuseppe Matina nell’occultamento del cadavere del segretario cittadino dell’Udc di Stefanaconi, Michele Penna, all’omicidio di Domenico Di Leo, detto “Micu i Cataluni”, avvenuto a Sant’Onofrio il 12 luglio 2004, al tentato omicidio di Francesco Calafati avvenuto a Stefanaconi il 21 marzo 2012. L’esame di Loredana Patania in aula è stato intanto fissato per il 9 gennaio 2014.



 
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