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L’Ordine degli assistenti sociali: “Rilanciare subito le politiche del bisogno”      
  3 agosto 2012
 


CATANZARO. Il progressivo smantellamento del sistema di Welfare e dei diritti sociali è avvenuto e sta avvenendo nel più totale silenzio, in un clima di rassegnazione e di assuefazione sullo sfondo di una crisi mondiale che sembra giustificare qualsiasi azione, anche indiscriminata, atta a tagliare la spesa. In tale contesto l’emergenza sociale determinata dall'aumento della condizione di povertà e di disagio delle persone e delle famiglie fa quindi da riscontro e si sviluppa anche sull’arretramento nell’offerta dei servizi, con inevitabili ripercussioni sulla realtà e operatività delle professioni d’aiuto e, fra queste, sul servizio sociale. Parte da queste considerazioni il rinnovato impegno dell’Ordine degli assistenti sociali della Calabria per porre ai primi posti dell’agenda politica e di programma soprattutto della Regione, il rilancio delle politiche sociali e con esso della figura cardine dell’assistente sociale. Il servizio sociale – è l’opinione dell’Ordine – deve sicuramente cambiare prospettiva di lavoro, non più soltanto ingranaggio essenziale dello Stato a tutela dei diritti costituzionalmente riconosciuti, in favore dei quali però non vengono mobilitate risorse ma, in senso più ampio, promotore di benessere e di legami positivi tesi a favorire coesione sociale. Ma proprio per sviluppare tale cambiamento, dettato anche dall’attuale difficile situazione finanziaria, la nostra comunità professionale deve essere tenuta nella massima considerazione dalle istituzioni. Per l’Ordine degli assistenti sociali della Calabria il primo obiettivo da raggiungere è la capillare presenza in tutto il territorio della figura dell’assistente sociale, ponendo fine di fatto a quei surrogati professionali di servizi sociali ancora purtroppo presenti in molte realtà. La seconda finalità è quella di avviare una programmazione dei servizi che parta dal territorio e che sia effettivamente in grado di definire in modo coerente con i reali bisogni gli eventuali tagli da fare. Un percorso sicuramente non facile, che l’Ordine della Calabria non vuole affrontare da solo e per tale motivo ha avviato un tavolo di coordinamento con l’ANCI e La Lega delle autonomie, portatori delle istanze degli enti locali calabresi. La prima occasione di confronto aperto, al quale si spera partecipi la massima autorità programmatoria, cioè la Regione, è per il prossimo 26 settembre a Vibo Valentia, dove si terrà un convegno con all’ordine del giorno proprio la crisi del sistema ei servizi sociali ed il ruolo che può assumere l’assistente sociale. In attesa che la Regione sciolga le riserve e confermi la propria adesione, hanno garantito la partecipazione amministratori pubblici, operatori del settore ed utenti.

 
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