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Un arresto e sequestro di beni nel Soveratese      
  19 luglio 2012
 


CATANZARO. Un arresto, otto indagati e tre milioni di euro di beni posti sotto sequestro. È questo il bilancio dell’operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza nei confronti dell’imprenditore Salvatore Pannia, 46 anni, di Montepaone. L’uomo è ritenuto, secondo l’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro, un esponente della cosca Sia-Procopio- Tripodi attiva nel Soveratese. Pannia è accusato di tentata estorsione nei confronti dei titolari di un bar. Ma nell’indagine si contesta anche il reato di associazione a delinquere di stampa mafioso, dal momento che sarebbe stato evidenziato che attraverso le estorsioni l’uomo avrebbe finanziato il locale di ‘ndrangheta operativo nel Soveratese, soprattutto rispetto al sostentamento dei detenuti della cosca. Le persone indagate sono familiari dell’uomo ai quali, secondo i riscontri investigativi, erano stati intestati fittiziamente alcuni beni. Nell’ambito della conferenza stampa, che si è svolta negli uffici della Procura, alla presenza del procuratore di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, e del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, oltre ai vertici dell’Arma di Soverato e del Comando provinciale di Catanzaro, e del Gico della Guardia di Finanza, è emerso anche che tra i beni sequestrati figurano il night club “Arabesqueh”, l’unico esistente in provincia di Catanzaro, beni mobili e immobili, attività economiche, svariate quote societarie e rapporti bancari, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro All’arresto dell’imprenditore si è giunti dopo la denuncia di due fratelli titolari di un bar ai quali, sempre secondo l’inchiesta, Pannia aveva chiesto la somma di mille euro per aiutare “amici” detenuti.

 
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