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Lavori sulla A3: imprenditori in manette      
  18 luglio 2012
 


REGGIO CALABRIA. Due imprenditori, ritenuti punto di riferimento della cosca Gallico di Palmi, figurano tra le quattro persone arrestate da personale della squadra mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di Palmi. I fratelli Antonio e Roberto Ficarra, rispettivamente di 47 e 35 anni, insieme a Vincenzo Sgrò Vincenzo e Rosario Sgrò Rosario (68), sono stati arrestati in esecuzione di un provvedimento del gip dopo essere stati condannati dal gup, il 10 gennaio scorso, ad otto anni di reclusione per associazione mafiosa al termine del processo “Cosa mia”, incentrato sulle infiltrazioni delle cosche nei lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. In particolare, l’azienda dei fratelli Ficarra, secondo quanto emerso nel corso dell’indagine, riusciva ad ottenere subappalti dei lavori o comunque ad aggiudicarsi con metodo mafioso numerosi altri contratti di appalto nel comune di Palmi, ponendosi così al servizio dell’associazione per la realizzazione dei suoi interessi. All’epoca dell’operazione “Cosa mia”, nel giugno del 2010, il gip non aveva accolto la richiesta di custodia cautelare nei confronti di Vincenzo Sgrò, mentre gli altri tre erano stati scarcerati per l’annullamento per motivi formali dell’ordinanza da parte della Cassazione. L’inchiesta “Cosa Mia” aveva portato alla luce le varie attività criminali dei clan Gallico-Morgante-Sgrò-Sciglitano del “locale” di Palmi, e dei Bruzzise-Parrello del “locale” di Barritteri e Seminara. In particolare si trattava di una serie di tangenti per i lavori sulla A3, omicidi ed estorsioni. Le indagini evidenziarono che alle imprese impegnate nei lavori veniva chiesto una tangente del 3% sul capitolato d’appalto.

 
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