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28 giugno 2012
CATANZARO. “La Calabria è la destinazione perfetta, votata al turismo. Proprio in Calabria, infatti, ci sono tutte le condizioni ambientali e climatiche possibili: il mare, la montagna, la campagna, i laghi, i fiumi, le spiagge, le rocce, le cascate, gli alberi secolari, le gole, le vallate, i dirupi, le paludi, il vento, la nebbia, la rugiada”. Così il giovane catanzarese Massimiliano Capalbo, nel presentare il suo libro dal titolo emblematico: “Non tutte le strade portano turisti”. Presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro, alla presenza del questore Marino, del prefetto Reppucci, dell’assessore comunale al Turismo, Concolino e del sindaco di Zagarise, Raimondo, l’autore (alla seconda pubblicazione dopo il saggio: “Di là dal ponte”, edito nel 2009), introdotto da Rita Tulelli, ha presentato il suo nuovo lavoro. Si tratta di una raccolta di riflessioni e proposte sul tema del turismo, scritte tra il 2006 e il 2010, anni in cui, la nostra regione, turisticamente parlando, ha vissuto pericolosamente, mostrando spesso il lato peggiore di sé. “Scelte politiche sbagliate – ha spiegato Capalbo - generate dall’assenza di una strategia chiara e motivate a volte dal pregiudizio e dallo stereotipo, ma a volte anche dall’ignoranza, dall’approssimazione ed dall’incapacità che ha caratterizzato chi di queste scelte è stato artefice e protagonista”. Il volume scorre veloce attraverso un itinerario che va dallo scritto del duemila sei: “Promuovere la coscienza turistica” a quello dei duemiladieci : “La reificazione dei progetti”, attraverso le riflessioni sugli albergatori da weekend, l’etimologia dello sviluppo e la legge emanata nel 2008 sul “riordino dell’organizzazione turistica regionale”.L’autore, dopo alcune riflessioni (se continueremo a credere e pensare che il mestiere di operatore turistico si possa improvvisare o che sia solo un passatempo per arrotondare i guadagni, nessun cambiamento si potrà prefigurare all’orizzonte”), ha lanciato la proposta di un nuovo approccio al turismo “che – ha evidenziato – vede nell’iniziativa individuale, nello sviluppo generato dal basso, dai singoli che hanno a cuore il destino della propria terra, l’unica strada che vale la pena di percorrere per fare di questo comparto un vero volano di crescita sociale ed economica per la Calabria”.
Mario Mirabello
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