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Turismo, vacanze sulla costa vibonese “insidiate” dal mare inquinato |
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7 giugno 2012
VIBO VALENTIA. “La “vacanza intelligente” dei turisti che hanno scelto la costa tirrenica vibonese è insidiata dal mare inquinato. Siamo alle solite. L’arrivo della stagione estiva coincide con i primi problemi ambientali e non é proprio un buon biglietto da visita per l’estate 2012”. A sostenerlo, in una nota, è il segretario provinciale aggiunto di Vibo Valentia della Cisal, Filippo Curtosi. “Non si spiega diversamente - ha aggiunto - la protesta di un gruppo bolognese che ha deciso di trascorrere qualche giorno di vacanza nelle vicinanze del mare di Sant’Irene e Punta Safò”. Curtosi riporta quindi alcune dichiarazioni di Angelo Sallusti, ingegnere meccanico: “Ci stiamo accorgendo che mentre il sole non ci tradisce quella che invece preoccupa è l’acqua, apparentemente buona ma che in realtà, soprattutto nella tarda mattinata e non si sa per quale strano effetto, incomincia ad intorbidirsi con la presenza di una schiumetta che non ti lascia davvero tranquillo. Sarebbe il caso che gli amministratori e soprattutto chi di competenza, in questo caso la Regione, esercitassero un più severo controllo igienico sanitario perché il problema dei depuratori che non funzionano non è di oggi, però, è anche giusto che soprattutto in questo momento di forte crisi economica siffatti fenomeni vengano affrontati con più impegno ed incisività ed io aggiungerei anche con coscienza”. “Che dire? Una ennesima lezione - ha sostenuto Curtosi - che non ci piacerebbe evidenziare ma che diventa necessaria se può contribuire a svegliare qualche sonnacchione o chi non sembra avere sufficiente interesse per aiutare la nostra politica dell’accoglienza a dimostrare quello che vale. D’altra parte ha un suo motivo il fatto che anche quest’anno Lega Ambiente abbia escluso il mare vibonese dalla speciale classifica dei “mari puliti”. Non convince l’idea secondo cui la lotta ai depuratori che non funzionano è sempre più attenta visto che i risultati sono quelli che appaiono davanti agli occhi di tutti. La Cisal ritiene che la Regione deve essere più severa nei confronti di chi non riesce ad esercitare responsabilmente il proprio compito di controllo sulle strutture turistiche che non riescono ad organizzare come si deve la propria opera di smaltimento a mare. Forse siamo ancora in tempo per salvare la stagione estiva 2012. È evidente che se il passa parola sul mare inquinato prende il largo sarà difficile attendersi risposte positive alla offerta di mercato”.
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