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10 aprile 2009
CATANZARO. Dimenticare Val di Sangro e sfruttare al massimo questo terzo ultimo turno stagionale casalingo, che precede la duplice trasferta di Gela e Barletta. Questo quanto predicato nel corso della settimana dal tecnico catanzarese Nicola Provenza, che ha così introdotto la presentazione dell’impegno odierno con il Melfi. Affrontiamo una squadra – ha sottolineato - che ha rimesso in campo energie nuove in questo girone di ritorno, soprattutto puntellando la rosa, con una continuità di risultati tutti importanti. Nel girone di ritorno, oltre ad essere la seconda formazione ad avere realizzato più punti, e questo è già un dato di per sé stesso significante, ha dimostrato di sapersi tirare fuori da una situazione delicata, cosa non semplice, in particolare quando si chiude il girone di andata con pochissimi punti. Il Catanzaro, quindi, deve sapere di affrontare un avversario con queste caratteristiche e soprattutto deve fare di tutto per fare sua la posta in palio, anche per dare una certa continuità nei risultati interni che, onestamente, in questo girone di ritorno hanno fatto un pò da contrasto ad un girone di andata, dove invece, la squadra ha lasciato qualche punto di troppo. Sottolineo ciò, perché il Catanzaro è squadra che comunque ha già un buon livello di concentrazione, sia in allenamento, che in gara. È chiaro però che, man mano che ci avviciniamo al momento decisivo di questa stagione, c’è la necessità di non perdere mai il livello di concentrazione, ottimale per potersi esprimere. Un Catanzaro che riparte dalla seconda sconfitta consecutiva in terra abruzzese. Con il senno di poi cerchiamo di valutarla come salutare. Ci auguravamo tutto, tranne di perdere ad Atessa contro il Val di Sangro. Una sconfitta, ad ogni buon fine, maturata in maniera particolare, non tanto per il gol subito e per l’ingenuità su una situazione di palla inattiva, quanto per non avere concretizzato nella prima frazione di gioco alcune occasioni, che certamente avrebbero potuto avere esito migliore. Diciamo anche che il volume di gioco espresso, pur non essendo stato ottimale, comunque sufficiente ad ottenere un risultato positivo. Nel calcio comunque tutto quello che si fa sul terreno di gioco, va tramutato in gol e noi, in tutta onestà, non ci siamo riusciti. Come dovrà comportasi allora la squadra oggi nel match con il Melfi. Il Catanzaro, da oggi e sino al termine della stagione agonistica, dovrà ragionare molto su due obiettivi: quello di racimolare più punti possibili per occupare la migliore posizione di classifica al termine del torneo e quello di allinearsi a non avere nessun momento di titubanza e nessun calo di tensione, perché è chiaro che man mano ci avviciniamo al momento decisivo di questa stagione, più conterà avere una certa qualità, quella, cioè, di non perdere mai il livello di concentrazione ottimale per potersi esprimere. Potranno oggi pesare le assenze per squalifica di Gimmelli e Di Maio. Diciamo che si tratta dei due centrali che hanno giocato con molta più continuità e quindi integrati da un punto di vista tattico in maniera ottimale. Abbiamo, in ogni caso, la fortuna di disporre di ragazzi che, al di là delle qualità, hanno una forte motivazione per potere dimostrare non solo di essere all’altezza della situazione, ma di contribuire in maniera determinante al percorso del Catanzaro. Da questo punto di visto ritengo che il lavoro fatto torna utile proprio in questa prospettiva. Quali i requisiti da mettere in campo contro i lucani. Un buon approccio, una grande concentrazione ed una forte determinazione, con la consapevolezza che questa squadra, quando ha avuto la capacità di imporre i suoi ritmi e le sue cadenze, andando in vantaggio, ha portato sempre a casa i tre punti. Tutto ciò deve costituire una chiave di lettura importante per potere esprimere con convinzione e da subito una gara intensa. Anche oggi il pubblico sarà pronto a dare una mano alla squadra. L’atmosfera che si è respirata quindici giorni addietro contro l’Andria, è stata del tutto positiva, con la squadra che ha risposto in pieno alle aspettative del pubblico, anche per quella che è stata una visibilità, andata al di là ovviamente dello stadio, per via della diretta televisiva. Diciamo allora che questo processo di identificazione costante e continuo tra la squadra ed il pubblico stesso, può e deve continuare a crescere, anche perché mi auguro possa essere un suggello importante di una stagione, che, anche se dovremmo valutarla alla fine, possiamo già considerare straordinariamente positiva. (10-04-09)Mario Mirabello
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